Passione per la barba? È online barbacurata.com

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Il calore di Barcellona

Ho già raccontato della mia esperienza a Parigi, ora è arrivato il momento di parlare della settimana che ho passato a Barcellona. Quello che ricordo chiaramente è l’energia che ho sentito non appena sono sceso dal treno. Forse era solo suggestione, influenzato da quello che solitamente si dice di Barcellona, eppure mi sono davvero sentito pieno di vita!

Il mio albergo era vicino al quartiere Gotico, con tutte quelle stradine in cui perdersi e ritrovarsi continuamente. Non troppo lontano c’è la Rambla, una delle vie più famose di Barcellona (e non solo), con locali, negozietti, musei, artisti di strada… che prosegue fino al porto vecchio e da lì avanti tutta per le spiagge e la Barceloneta.

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E come dimenticare il mercato della Boqueria? Esatto, sì, un mercato, cos’avrà mai di particolare un mercato? Come spesso capita, è difficile descriverlo a parole, sarà che mi ha fatto tornare alla mente i mercati a cui mi portavano i miei nonni da bambino. E poi per pochi euro si possono comprare buonissimi frullati e frutta fresca a pezzi, pronta da mangiare…ci sarei rimasto tutto il giorno!

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A Barcellona non mancano neanche i luoghi panoramici, come la collina del Montjuïc e il Tibidabo. Se non siete folli come me conviene prendere i vari mezzi e la funicolare per raggiungerli, altrimenti preparatevi a delle lunghe e faticose passeggiate in salita. Personalmente non mi dispiace camminare, anche perché si scoprono bei posti, che, essendo meno famosi, raramente sono indicati sulle solite guide.

La sera è d’obbligo andare alla Fuente Magica, uno spettacolo di acqua e colori a ritmo di musica. Attenzione perché il tutto dura solo un limitato intervallo di tempo, quindi controllate bene gli orari.

Infine è impensabile andare a Barcellona e non visitare le opere di Antoni Gaudí: la splendida Sagrada Família, l’incantevole Casa Batlló, la famosa Casa Milà e il suggestivo Parc Güell. Non meno importanti il gatto di Botero e il museo di Picasso. Mi raccomando, prenotate sempre in anticipo! Quest’estate per diversi giorni consecutivi i biglietti erano completamente esauriti.

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E adesso non mi resta che farmi un bel tè caldo e pensare ancora un po’ a quelle belle giornate d’estate ormai lontane.

Gli eBook possono sostituire i libri cartacei?

Ormai da diversi anni sono un felice possessore di Kindle Paperwhite e i vantaggi sono innumerevoli.

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Innanzitutto è perfetto per la lettura, essendo stato progettato esattamente per quello, decisamente molto meglio rispetto a tablet, smartphone o pc. La batteria dura un’eternità, credo di caricarlo meno di una volta al mese. È comodo, leggero e fa risparmiare tanto spazio, ottimo ad esempio se non si sa più dove mettere i libri in casa, se se ne vuole portare qualcuno in viaggio senza appesantire le valigie oppure, semplicemente, se si leggono tomi da mille pagine e si vogliono evitare crampi. La selezione di eBook a disposizione è vastissima, di cui tanti molto economici (soprattutto rispetto alla controparte cartacea) e alcuni addirittura gratuiti (per lo più classici in inglese), tra cui con piacere ho letto varie opere di Oscar Wilde. Inoltre, per chi leggendo volesse migliorare l’inglese, è disponibile l’utilissima modalità Word Wise che visualizza definizioni e sinonimi direttamente sopra ai termini più complessi e, se non bastasse, è sempre possibile interagire con ogni singola parola e scoprirne il significato grazie al vocabolario integrato. Queste sono le funzionalità più interessanti per me, ma sulla pagina ufficiale si trovano tutte le informazioni e caratteristiche dell’ultimo modello in commercio.

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In definitiva ho abbandonato completamente i libri cartacei a favore degli eBook? E il romanticismo? Il profumo della carta? Il suono più caldo dei vinili? Ok, ok, lo ammetto, per quanto il mio Kindle Paperwhite faccia egregiamente il suo lavoro, ogni tanto mi trovo a passare davanti a qualche libreria e non resisto, devo entrare, girare per ore tra gli scaffali, lasciarmi inebriare da tutti quei libri… e alla fine esco sempre dopo averne acquistato almeno uno.

Ubik: io sono vivo, voi siete morti!

Non sono di certo un critico letterario, ma, tra le altre cose, mi piace molto parlare anche di libri. Nel mio ultimo viaggio (di cui ho scritto qui e qui) ho approfittato delle lunghe attese in stazione e in aeroporto per finire Ubik di Philip K. Dick. Autore famosissimo di cui purtroppo non avevo mai letto nulla, mi ero limitato a guardare i vari Blade Runner, Atto di forza, A Scanner Darkly, ecc. Per farvi un’idea, se come me non avete mai letto un suo libro, posso dirvi che generalmente i temi trattati spaziano tra onirico, fantascienza, droghe e tutto ciò che ne deriva.

Hai bisogno di droghe psichedeliche per allucinarti? Tutta la tua vita è un’allucinazione a occhi aperti.

Di solito il mio timore, con autori di questo calibro, è di ritrovarmi tra le mani libri pesanti, a volte nel vero senso della parola (non sono un amante dei volumi da mille pagine), invece fortunatamente Ubik è stata una piacevolissima sorpresa, con una storia appassionante e davvero scorrevole. È vero, alla fine restano tanti dubbi e punti interrogativi e, per alcuni, potrebbe essere un difetto, per me invece anche questo è stato un gran pregio.

Insomma non era necessario che arrivassi io a dirlo, ma Ubik è promosso a pieni voti e sicuramente non mancherò di leggere altri libri di Philip K. Dick!

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La sindrome di Parigi

Come anticipato nel mio precedente post, ho passato una settimana a Parigi. Probabilmente mi farò dei nemici per quello che sto per scrivere, ma la prima impressione è stata un po’ deludente, ebbene sì! A causa della mia ignoranza, solo dopo ho scoperto che esiste addirittura la sindrome di Parigi.

Il problema principale insomma son le aspettative, perché in fondo Parigi resta comunque una bellissima città, non si può certo dire il contrario. Personalmente sono rimasto incantato dalle stradine del quartiere latino, sia di giorno, sia di sera. Stupendo anche il quartiere di Montmartre, con tanti artisti, tra cui musicisti e funamboli. Poi c’è il canale Saint Martin, che probabilmente ricorderete tra i piccoli piaceri di Amélie, dove tanti ragazzi la sera si trovano a cenare e bere seduti ai bordi del canale.

Quartiere latino

Ovviamente anche tutte le altre attrazioni di Parigi meritano, ma per carità evitate di andare alla Tour Eiffel di giorno, è molto più suggestiva di sera quando è illuminata e c’è una marea di gente che passeggia o si siede sull’erba a godersi lo spettacolo. Infine tra le attrazioni io ci metto anche le colazioni con croissant, baguette, marmellata, spremuta e caffè… ok, il caffè forse sarebbe meglio non berlo in Francia, ma io ho pur sempre una dipendenza.

Vacanze con lo zaino in spalla?

Sono di ritorno da due splendide settimane, di cui la prima a Parigi e la seconda a Barcellona. Con un po’ di titubanza, ho deciso di partire soltanto con uno zaino, per l’esattezza questo Mountaintop da 35 litri.61hB54EML1LChe dire? Sono rimasto pienamente soddisfatto: comodo, robusto, impermeabile e, inoltre, grazie alle sue dimensioni, può essere utilizzato come bagaglio a mano sugli aerei!

È molto capiente, ma comunque non è facile portarsi dietro vestiti a sufficienza per due intere settimane. Poco male, ci sono pur sempre le lavanderie o il bucato a mano da fare in albergo.

Insomma credo proprio di aver trovato un ottimo compagno di viaggio, difficilmente tornerò a usare trolley, borsoni e scomode valigie.